Le dico subito come stanno le cose
Il trust non è uno scudo magico, e chi glielo racconta le sta facendo un cattivo servizio. È uno strumento serio, che funziona quando è costruito sulla situazione reale: la Sua famiglia, i Suoi beni, i rapporti come sono davvero e non come vorremmo che fossero.
Per questo alcune domande saranno scomode. Le faremo lo stesso, perché un trust può durare decenni e quello che non si dice oggi diventa un problema fra vent'anni, quando io e Lei non saremo lì a spiegarlo.
Non cambi le risposte per compiacermi: mi servono quelle vere. E se non sa in quale situazione si trova, lasci pure in bianco: me ne occupo io.
Un trust, in una figura sola
Lei conferisce alcuni beni. Da quel momento non ne ha più la libera disponibilità: entrano in un patrimonio separato, vincolato alla destinazione che Lei ha stabilito. Chi li amministra — il trustee — non ne diventa padrone: li tiene per lo scopo che l'atto gli assegna, e Lei conserva il potere di sostituirlo se viene meno alla fiducia. I beneficiari ricevono quello che Lei ha stabilito, quando lo ha stabilito.
Detta così sembra semplice. Lo diventa davvero solo se le regole sono scritte bene. Le dodici sezioni che seguono servono a scriverle.
Come funziona il questionario
Da 30 a 45 minuti
Se ha sottomano i dati anagrafici delle persone coinvolte, va più veloce. Non è una gara: si prenda il tempo che serve.
Può fermarsi quando vuole
Il questionario ricorda dove è arrivato. Chiuda pure la pagina e riprenda stasera, o domani, dallo stesso punto.
Le risposte restano da Lei
Nulla viene inviato a un server mentre scrive: i dati rimangono nel browser del Suo computer. Nemmeno io li vedo, finché non è Lei a mandarmeli.
Alla fine, un file protetto
Scarica un unico file, chiuso da una password che sceglie Lei. Senza quella password non lo apre nessuno. La conservi con cura: non è recuperabile.
Accanto alle domande difficili c'è un ?
Non deve sapere che cos'è un trust autodichiarato o a che serve il guardiano. Dove il termine è tecnico, accanto alla domanda trova un punto interrogativo: lo tocchi e legge una spiegazione breve, in italiano, senza latino. Se dopo averla letta è ancora incerto, lasci in bianco e prosegua: sarà uno dei punti di cui parleremo insieme.
Cosa Le verrà chiesto
Nessuna sorpresa. Queste sono le dodici sezioni, nell'ordine in cui le incontrerà.
E poi?
Il file che ha scaricato me lo manda per posta elettronica a manferdini@pm.me. La password, invece, me la comunica a voce: non la scriva nella stessa e-mail, altrimenti proteggere il file non sarebbe servito a niente. Lo leggo con calma e ci sentiamo. Non serve a farLe firmare qualcosa: serve a me per capire che cosa ha in mente e per dirLe con franchezza se il trust è lo strumento adatto. L'atto si scrive dopo, insieme.
Se prima di rispondere preferisce leggere con calma, ho scritto un libro sul trust: dice per esteso quello che qui è riassunto in tre righe. È a pagamento e non serve per compilare il questionario. Se Le interessa, me lo chieda.
Marco Manferdini
consulente
Questo questionario l'ho scritto io, domanda per domanda, con le stesse parole che uso quando ci sediamo allo stesso tavolo.
Questo questionario non è una consulenza legale e non costituisce alcun trust. È lo strumento con cui raccogliamo le informazioni necessarie per valutare insieme la Sua situazione.